Ti alzi, lo poggi, controlli e ti siedi


Molto spesso capita che dopo aver svolto un'attività in cui i bambini hanno giocato/suonato degli strumenti musicali (come ovetti-shaker, maracas, legnetti ecc.) arrivi il momento di far rimettere a posto o raccogliere tutti gli strumenti usati per passare ad altro. Ecco... hai due possibilità:
  1. Dire loro: Ok bimbi, mettete a posto gli strumenti lì nel cassetto (o nel posto dove erano)... Bene, ora nessuno più potrà fermare le corse a chi arriva primo, i lanci degli ovetti nel cassetto, le capriole per schivare il compagno e la mischia tipo rugby davanti al cassetto...
  2. Dire loro: Ok bimbi, seduti... solo un bambino alla volta si può alzare, andare al cassetto, poggiare delicatamente lo strumento nel cassetto, tornare al posto controllando che nessuno ancora si sia alzato e sedersi. Solo quando il bimbo si è seduto allora un altro bimbo potrà alzarsi per andare al cassetto. Bene, ora stai a guardare i tempi di attesa, l'attenzione, la prontezza di alzarsi appena l'altro si è seduto... insomma, tutta la loro gestione dell'azione. Non dire nulla... lascia che si organizzino da soli ed intervieni solo nel caso si alzino due o più bambini contemporaneamente.
Bene... quale scegli?
Hai un'altra soluzione per gestire questo momento?

6 commenti:

  1. Una possibile soluzione... creare, attraverso il songwriting, una canzoncina di lavoro, specifica per questo momento conclusivo di fine attività per favorire la ritualità dei gesti e dei comportamenti idonei alla vita sociale, come l'acquisizione dei turni, il rispetto delle regole e delle consegne.... la mia è solo un'idea...sperimentata nelle mie piccole esperienze di musicoterapia. ciao Sofia

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    1. Grazie mille Sofia! Certamente proverò la tua soluzione di songwriting... sono proprio curioso di vedere come andrà e ti farò sapere :)

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  2. Ecco come io me ne sto seduta "comoda" e loro se ne vanno, a qualsiasi età, anche i più piccoli, in giro per la stanza a scovare anche l'ovetto più curioso finito in un angolo: normalmente gli oggetti li tiro fuori da una scatola, che preparo pronta a inizio laboratorio; alla fine dell'attività ogni oggetto torna nella scatola. La scatola però la apro e la chiudo io, cantando. I bambini aspettano che si apra, mooolto pazientemente, con l'oggetto in mano, e quando mettono l'oggetto nella scatola io canto la tonica della canzone o un intervallo inerente al canto, che cada sulla tonica. A volte la cantano loro stessi.

    Con i più grandi invece cantiamo una ninna nanna modificando di volta in volta la parte del testo relativa a chi dorme: dormono gli ovetti, i legnetti, le noci....eccetera.

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  3. Penso che tutti siano ottimi spunti! :)
    E in questo momento sto pensando quanto sia bello condividere le nostre esperienze!
    Nei miei laboratori capita sempre più spesso che i bambini portino i loro strumenti a posto personalmente tenendoci particolarmente a riporlo loro stessi tra le mie mani o a posto. Ho delle scatole abbastanza grandi dove li posano, e abbastanza tranquillamente li rimettono a posto perchè sanno che altrimenti potrebbero rompersi.
    E vi sembrerà strano ma è ormai abitudine che qualcuno di loro metta in ordine se vede qualcosa fuori posto, senza che io dica niente. Li osservo mentre alzano un legnetto da terra o ordinano i tamburelli se vedono che potrebbero cadere. E devo ammettere questo mi fa piacere perchè mostrano di tenere agli oggetti sonori quanto ci tengo io!

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Chi sono

La mia foto

Da piccolo ogni padella che trovavo in cucina si trasformava all'istante in un tamburo, ogni coperchio in un piatto della batteria da suonare con i cucchiai.

Da grande sono diventato un contrabbassista, 7 anni in Conservatorio a Roma e poi in giro per l'Italia a suonare con varie orchestre.

Sempre da grande quando sono entrato all'Orff-Schulwerk ho preso i cucchiai lì per terra e girando e suonando ogni cosa rotonda sono entrato anche nella stanza di Musica in Culla

- Che cos'è quello? - mi domandai dopo aver visto un grande telo a spicchi colorati. Sono rimasto per scoprirlo.

Oggi (da piccolo) mi dedico principalmente all'educazione musicale per l'infanzia e chiedo sempre a tutti i bimbi se nella loro cucina ci sono le padelle.